Recensione di Battlestar Galactica – The Plan

Olanda 1944, operazione MarketGarden: gli alleati invadono l’Olanda con tre divisioni di paracadutisti britannici per creare una testa di ponte e consolidare il mantenimento di punti strategici, per il passaggio successivo dei mezzi corazzati diretti al cuore del terzo reich. Durante l’operazione, un gruppo di militari ha una missione molto differente e altrettanto rischiosa: sottrarre ai nazisti un bottino di opere d’arte dal valore inestimabile.

In questo The Plan è da notare il grande sforzo fatto per rendere il film di effetto, sia nelle inquadrature, che nei personaggi protagonisti, che negli effetti speciali. Tuttavia l’impressione generale è di un qualcosa di non raggiunto pienamente, sarà per il mancato utilizzo di filtri per le riprese in grado di conferire alla pellicola un effetto più d’epoca, o per le varie ingenuità presenti ma che saltano all’occhio. Per esempio i cavi di traino degli alianti, che non sono tesi ma ciondoloni, oppure la squadra di militari che attraversa un campo arato proprio nel mezzo invece che ai lati coperti di alberi, tanto per farsi sparare addosso dagli aerei, o la jeep in fuga che si ferma, chissà per quale motivo, in mezzo ad una radura, per farsi centrare da un colpo di artiglieria sparato da chissà chi. Insomma una serie di avvenimenti posti in maniera forse forzata, per far succedere qualcosa di interessante a tutti i costi. La ricerca di riprese e inquadrature dei personaggi tramite primi piani vuole ulteriormente aumentare l’effetto che il regista si è imposto di dare al film, qualcosa che risultasse impattante per chi guarda, per rendere gli uomini protagonisti degli eroi e dei coraggiosi, senza però accorgersi di cadere nell’incerto più volte.

Il ritmo comunque c’è, così come il sonoro di fondo, a dire il vero in un paio di punti decisamente evitabile (la fuga del camion con il pezzo rock, non si addice molto ad un film di guerra). Tono leggero del film, senza mai scadere nel drammatico, e battutine (spesso evitabili) per cercare di strizzare l’occhio allo spettatore, in stile film alla Indiana Jones, anche in questo caso però colpendo lontano l’obiettivo. La storia è interessante fino alla fine, anche se è fuori dubbio che si puntava a qualcosa di più, che nel complesso però si è perso.

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